Sommeliers Marche Magazine 60 - page 25

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Arriviamo agli anni Settanta del ‘900 con
le prime cooperative che hanno il merito di
dare un enorme slancio al commercio ed
ai vini valdaostani in Italia e nel mondo.
Nel 1971 nasce la DOC per essere suddi-
visa in sette sottozone (Arnad-Montjovet,
Blanc de Morgex et de La Salle, Chambave,
Donnas, Enfer d’Avrier, Nus, Torrette). La deno-
minazione poi nel tempo subì molte modifiche in-
troducendo altre varietà per lo più autoctone.
Passiamo ora ad un punto di vista morfologico di
questa piccola regione, circa 3000 kmq, sorvegliata
dal Monte Bianco, il Cervino e il Monte Rosa, essa
è frutto di più glaciazioni che scavarono la valle
principale, la quale accoglie 500 ettari vitati il cui
70% in montagna ed il resto in collina; 300 di essi
appartenenti alla DOC per una produzione com-
plessiva di 2 milioni di bottiglie. Dei vitigni utiliz-
zati per la DOC ben sette sono autoctoni (Majolet,
Fumin, Cornalin, Petit Rouge, Preretta, Vurler-
min, Priè Blanc) e due sono tradizionali (Petit Rou-
ge e Nebbiolo chiamato anche Picotendro), mentre
il Moscato è coltivato nella zona di Chambave.
La circonvallazione alpina fa godere alla regione di
un clima mitigato e protetto dalle correnti fredde
incrementando l’esposizione grazie alla pendenza.
I vitigni li troviamo non particolarmente estesi
con una miriade di particelle e appezzamenti fra
roccia e castelli medievali e torri. Di struttura mo-
renica il suolo è profondo non più di un metro e
mezzo, piuttosto uniforme con almeno un 50% di
sabbia e qualche percentuale di argilla: derivati da
depositi alluvionali o glaciali.
Fra le forme di allevamento più impiegato tradi-
zionalmente è la pergola, così che si riesca a disper-
dere il calore e proteggere dal peso delle nevicate
invernali. Non per ultimi si impiegano guyot e il
gobelet, una forma di alberello usata particolar-
mente nella parte centrale della valle. La pianura
viene delineata dal fiume, la Dora Baltea. Si divide
per versanti, a sud
“Adret”
(il dritto) dove si è più
esposti al sole, più coltivata e di maggiore estenzio-
ne. A sud invece troviamo l’
“Envers”
(l’inverso) più
difficile da coltivare.
Si può dividere la Valle d’Aosta da ovest ad est in tre
macro zone. L’Alta Valle o Valdigne, sotto al Monte
Bianco, dove le temperature sono più estreme e le
coltivazioni tra le più alte d’Europa (circa 1200 m).
Qui troviamo il Blanc De Morgex ed a quote più
basse l’Enfer D’Anvier: un vino rosso a base di Pe-
tit Rouge e piccole percentuali di Viens De Nus. La
valle centrale, un trancio di collina tra Villeneuve
e Montjovet dove i terreni sono molto sabbiosi e
dove si esprimono al meglio il Petit Rouge ed il Fu-
min, particolarmente nella zona di Torrette. Più a
sud Moscato di Chambove e Chardonnay bagnano
la citta’ di Nus. Nella bassa valle, da Montjovet a
Donnas che arriva poi fino ai confini con Carema
nel Piemonte troviamo territori poco soleggiati su
forti pendii e terrazze. Qui troviamo vini rossi, sia
autoctoni che di impronta piemontese quale il neb-
biolo con note austere ed eleganti.
Rispetto al mercato i vini della Valle d’Aosta dal
2019 ha avuto un forte slancio incrementando l’ex-
port del 51% circa passando in vetta alle regioni
italiane. Si stanno rivalutando in Italia i vitigni au-
toctoni e la riscoperta dei vitigni valdostani sono
così in
auge
con il
trend
di mercato. Per quanto
riguarda il consumo interno in media è una delle
regioni in proporzione più attive, circa il 59% dopo
Veneto, Marche e Umbria.
La Valle d’Aosta rimane una regione ancora da
scoprire attraverso le sue tradizioni, la sua storia,
la sua biodiversità. Meta di vacanza per la stagione
invernale, si sta sviluppando nonmeno il turismo
enogastronomico con tour in mountain bike per
le strade del vino o itinerari
gourmet
con pastori
e artigiani tessitori che raccontano la propria ter-
ra. Pochissimi conoscono la sua vera natura che si
sviluppa fra monti, pascoli e uomini dal carattere
forte, a volte un po’ introverso, ma abili a tenere in
vita una delle regioni italiane fra le più impervie e
difficili a livello agroalimentare.
SVIZZERA
Piemonte
FRANCIA
Aosta
Valle d’Aosta
zone vitivinivole
 Arnad-Montjovet
 Blanc de Morgex
et de La Salle
 Chambave
 Enfer d’Avrier
 Nus
 Torrette
 Donnas
1...,15,16,17,18,19,20,21,22,23,24 26,27,28,29,30,31,32,33,34,35,...40
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