Sommeliers Marche Magazine 60 - page 26

I DUE ALFIERI DI PESARO E URBINO
Luca Del Bene
Sommelier
Vigna di Rive di Focara
della Fattoria Mancini nel
Parco naturale regionale
del Monte San Bartolo
PESARO
Colli Pesaresi
Bianchello del Metauro
BIANCHELLO E SANGIOVESE
Scrivere delle doc pesaresi non è cosa facile, spe-
cialmente se l’argomento è stato ampliamente af-
frontato recentemente da diversi, blasonati autori,
ma ci proverò. In provincia di Pesaro troviamo tre
DOC, Colli Pesaresi, Bianchello del Metauro e Per-
gola. Ora, senza nulla togliere alla DOC Pergola,
che regala prodotti fantastici declinati nelle versio-
ni Rosso, Rosato, Aleatico, Passito e Spumante, ma
che insiste su solo cinque comuni ed è quella di più
recente istituzione (2005), la maggiore produzione
a denominazione di origine controllata si concen-
tra su Bianchello del Metauro e Colli Pesaresi.
Osservando la cartina delle DOC marchigiane si
nota subito che la DOC Bianchello si sovrappone
a quella Colli Pesaresi e, in effetti, non sono poche
le cantine che li producono entrambi, ma i punti di
contatto finiscono qui.
La prima differenza evidente è cromatica, bianco
assoluto nella valle del Metauro e prevalenza di
rosso nei Colli Pesaresi. Diversi i colori, diverse
le uve con il Biancame, da disciplinare ingentili-
to appena dalla Malvasia Toscana, contrapposti al
Sangiovese, al Pinot Nero, coltivato quasi esclusi-
vamente nella sottozona Focara, che la leggenda
vuole essere stato importato dalle truppe napole-
oniche, e a piccole percentuali di Trebbiano Tosca-
no, che qui diventa Albanella, coltivato nella sotto-
zona Roncaglia.
Le origini del Bianchello si perdono nella notte dei
tempi, dallo storico latino Tacito sappiamo in-
fatti che era un vino già apprezzato in epoca
romana e che fu determinante nella risolu-
zione della seconda guerra punica. Narra la
storia che durante la battaglia del Metau-
ro del 207 a.C. i soldati cartaginesi reduci
da una notte di eccessi alcolici venissero
pesantemente sconfitti dalle centurie
romane. I Colli Pesaresi dal canto loro
dovranno attendere l’epoca delle Si-
gnorie per assistere ad una diffusione
significativa della viticoltura.
Origini romane o rinascimentali l’investitura della
DOC e la conseguente crescita qualitativa arrivano
in anni ravvicinati, 1969 per il Bianchello e 1972
per il Colli Pesaresi con la definizione precisa di
uve ammesse, zone e sottozone e tutte le indica-
zioni tipiche dei disciplinari di produzione. Nello
specifico il Bianchello può essere “Tradizionale”,
“Superiore”, “Spumante” e “Passito” e non sono
previste sottozone. Il Colli Pesaresi offre una scelta
più ampia di prodotti ma i più rappresentativi sono
“Colli Pesaresi” Trebbiano; “Colli Pesaresi” rosso;
“Colli Pesaresi” rosato (o rosè); “Colli Pesaresi”
Sangiovese, anche nella tipologia riserva e novello;
“Colli Pesaresi” spumante.
Di particolare interesse le sottozone Focara, Ron-
caglia e Parco Naturale Monte San Bartolo dove il
Pinot Nero, vinificato anche in bianco e spuman-
tizzato, dà vita a vere perle enologiche.
Le due DOC sono quindi, sì territorialmente so-
vrapposte, ma diverse e allo stesso tempo comple-
mentari tra loro e grazie alle tante versioni prodot-
te permettono di effettuare con successo qualsiasi
abbinamento.
Fiorenzuola di Focara
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