Sommeliers Marche Magazine 61 - page 20

Il tempo passa e tutto cambia, in-
cluso il mondo della ristorazio-
ne. Già, perché si sono perse totalmente di vi-
sta non solo le regole, i comportamenti, gli stili
ma anche i tipi di servizio che regolamentavano e
qualificavano i ristoranti di classe di una volta.
Certo che le categorie erano diverse e si andava dal
semplice Vino e Cucina del camionista alla Locan-
da e con un passo avanti alla Trattoria tradizionale
con le tovaglie a scacchi, per passare poi con un sal-
to al Ristorante di medie esigenze fino a giungere a
quelli più titolati ed esclusivi, spesso ospitati anche
nei Grand Hotel di lusso. Nei ristoranti di oggi pe-
rò, anche di certa nomea, non si vedono più le bri-
gate di sala composte da
Maître
e secondo
Maître
,
magari in smoking, il
Sommelier
in divisa perfet-
ta, lo
Chef de rang
e volendo saltare il
demi Chef de
rang
per non esagerare, i
Commis de suite
e
déba-
rasseur
, ognuno vestito in vero modo professionale
a seconda del livello di appartenenza; oggi... sono
tutti uguali. Sappiamo che c’è un distinguo tra fa-
re il cameriere e il porta piatti, ma sembra che gran
parte della ristorazione odierna se ne sia dimentica-
ta o meglio... fa più comodo nicchiare e magari dire
che c’è carenza di personale qualificato.
Pur vero è che in passato un ragazzo doveva fare un
periodo di apprendistato o dimostrare di frequen-
tare o aver frequentato un Istituto alberghiero per
essere poi inserito nel mondo del lavoro con un li-
vello ideale alle proprie capacità professionali. Ho
sentito dire spesso “ma sì... che ci vuole a portare
un piatto”? Già, non ci vuole né un’atleta né un in-
gegnere, ma il piatto non è il tutto. Pur vero è co-
munque che oggi si mangi in ogni luogo e si vedono
veramente cose oscene, “portapiatti” indossare cal-
zoni corti e infradito e con assurde magliette nere
addirittura, come visto, con scritte in rosso inneg-
gianti frasi orrende riguardanti i campi di stermi-
nio nazisti come
“Arbeit macht frei”
.
Un bravo cameriere dovrebbe avere una buona pre-
parazione enogastronomica, conoscenza di tutte le
tecniche di servizio sala e magari anche di bar, buo-
na padronanza della lingua italiana e, se non un pa-
io, conoscenza almeno della lingua inglese. Deve
avere una bella postura ed essere empatico, non che
essere elastico e disponibile ad allungare gli orari di
lavoro in base alle esigenze del locale; lavorare al ri-
storante non è come lavorare in ufficio e molti non
lo hanno capito, per non parlare poi di quelli che per
loro i sabati sera e le domeniche sono sacre, quando
sono le giornate più impegnative per qualsiasi risto-
rante. Certo è che poi a livello economico, quando
il personale lo merita, dovrà essere adeguatamente
corrisposto e qui il ristoratore deve mettersi una ma-
no sulla coscienza e l’altra nel portafoglio.
Ma andiamo avanti. Servizio all’inglese, alla fran-
cese, alla russa e all’ italiana, alla lampada o flambè,
quest’ultimo che si faceva una volta ed ora rimasto
soltanto nei grandi alberghi di lusso e di stile inter-
nazionale e difficilmente anche nei ristoranti stel-
lati. Che cosa significano o meglio significavano?
Fermo restando che chi opera debba avere una cer-
ta reale esperienza e non per sentito dire, onde evi-
tare poi “catastrofi” come quella accaduta di recente
in una città costiera dove in un banchetto con più di
un migliaio di ospiti e con soli 30 camerieri, quindi
con l’impensabile numero di circa 40 ospiti a testa
da servire, quando non ne dovrebbero avere più di
20, dovendo poi percorrere centinaia di metri, si è
voluto fare il servizio all’italiana (al piatto) quando
era il caso di farlo rigorosamente all’inglese.
Andiamo quindi a vedere le differenze di queste ti-
pologie di servizio. Il
servizio all’inglese
: da sem-
pre il più utilizzato nella banchettistica, è quello do-
ve il cameriere armato di clips (cucchiaio e forchet-
ta) con vassoio o fiamminga serve l’ospite a tavo-
la e alla sua sinistra, magari versando nel piatto la
quantità desiderata da questo. Trattasi di servizio
alquanto veloce e che permette al cibo di mantene-
re una buona temperatura, sempre che il cameriere
QUELLO DEI BEI TEMPI PASSATI
IL SERVIZIO DI SALA
Gualberto
Compagnucci
Servizio
all’inglese
Servizio
al flambè
Servizio
all’italiana
20
1...,10,11,12,13,14,15,16,17,18,19 21,22,23,24,25,26,27,28,29,30,...40
Powered by FlippingBook