Sommeliers Marche Magazine 63 - page 14

Stefano Isidori
Presidente AIS Marche
Domenica 13 aprile 2024 si sono accesi i riflettori
sul Vinitaly 2024. Come da prassi, la nostra Regio-
ne ha aperto l’affascinante padiglione che ospita le
molteplici aziende vitivinicole marchigiane.
Confermata la consueta struttura, due mega cu-
bi, formati da una terrazza che ha accolto il banco
d’assaggio libero e l’altro la sala per gli incontri di
presentazione delle nostre eccellenze e lungo il pe-
rimetro, i produttori associati. Un bell’insieme in-
vitante e accattivante, facile da seguire e per nulla
dispersivo. Proprio nel cuore del padiglione che si è
svolta una straordinaria esperienza sensoriale de-
dicata al vitigno bianco che meglio rappresenta il
Piceno: il pecorino.
L’incipit che si legge sul testimonial del Consorzio
Vini Piceni, calza a pennello per descrivere que-
sta degustazione: “Alcuni vini invecchiano, i no-
stri fanno la storia”, il pecorino non invecchia ma
si nobilita nel tempo, diventa una “ricchezza stori-
ca”. Aspetto sottolineato anche dal Presidente del-
la Camera di Commercio regionale Gino Sabatini:
«Vitigno importante per il Piceno che oggi riuscirà a
emozionare con questa degustazione storica»
.
L’Assessore all’agricoltura della Regione, Andrea
Maria Antonini, salutando gli intervenuti ha vo-
luto ricordare l’avveniristico lavoro fatto da Gui-
do Cocci Grifoni, su suggerimento del Maestro Te-
odoro Bugari, che negli anni ‘80 del secolo scorso
iniziò lo studio e la sperimentazione di questa anti-
ca varietà locale confinata nelle zone montane per-
ché difficile da coltivare, incostante nella produ-
zione e dalla maturazione precoce. A Pescara del
Tronto furono recuperate le talee per riproporre la
coltivazione in zone collinari e riavere lo straordi-
nario patrimonio genetico del nostro vitigno.
Simone Capecci, neo Presidente del Consorzio Vi-
ni Piceni, ha evidenziato la contemporaneità del
pecorino:
«un vino giallo che lega il suo carattere a
freschezza e sapidità, leggerezza e bevibilità. Resi-
stente alle malattie e chiamato Promotico, dai no-
stri avi, perché precoce e per questo confinato in al-
ta collina, maturando prima non pativa i freddi
autunnali. Storia ricchissima: inizia come vino da
tavola dei primi anni ’90, passando per la DOC fi-
no al riconoscimento della DOCG nel 2011. Il futu-
ro del pecorino di Offida? Magari il riconoscimento
a superiore oppure riserva per proiettarlo nel gotha
dei grandi»
.
La longevità del pecorino marchigiano, questo il
titolo della masterclass che ci ha permesso di at-
traversare quasi due decenni di variabili climati-
che che hanno inciso in modo significativo il pro-
filo sensoriale tra le freschezze delle annate più ri-
gide ai volumi alcolici di quelle più calde. Le alti-
tudini, le esposizioni, il profilo del terreno e lo stile
produttivo ci hanno permesso un giro vertigino-
so, dal 2023 al 2008, a scoprire un pot pourri di vi-
branti emozioni che hanno destato l’attenzione dei
presenti. Iniziamo.
I NOSTRI FANNO LA STORIA
ALCUNI VINI INVECCHIANO...
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