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VINI DEL SUDAFRICA
TRA STELLENBOSCH, PAARL E COSTANTIA
I vini Sudafricani hanno alle spalle una storiamolto
interessante, fatta di rotte commerciali ed influenze
da numerose parti del mondo. Gli scenari mozza-
fiato, che si snodano a pochi km da Cape Town, re-
galano esperienze indimenticabili, soprattutto nel-
le 18 Wine Route, zone fortemente vocate alla viti-
coltura, costituite da lussureggianti e verdeggianti
colline, dove spuntano le “Cape Wine Farm”, fatto-
rie costruite in tipico stile coloniale olandese.
Il Sudafrica è un’importante realtà vitivinicola
che, dopo il 1992 con la fine degli embarghi dovuti
all’Apartheid, ha iniziato a diventare competitiva
con i vini del vecchio mondo; l’apertura dei merca-
ti ha creato nuovi stimoli, basando l’export su vini
di qualità: si assistette infatti ad un cambio di rot-
ta dello stile di produzione, passando da vini sfusi
e fortificati a vini di qualità, il tutto grazie ad una
serie di accorgimenti tra cui la diminuzione delle
rese, le fermentazioni svolte a basse temperature e
l’utilizzo delle barriques francesi per donare al vi-
no più rotondità e complessità.
Le zone più importanti di produzione sono divise in
unità geografiche e distretti, tra cui spiccano Stel-
lenbosch e Paarl, senza dimenticare Costantia, l’are-
ale più storico situato alle pendici delle TableMoun-
tain, famoso per i suoi eccellenti vini dolci a base di
uve Moscato prodotti fin dalla metà del 1600.
La viticoltura Sudafricana si concentra esclusiva-
mente nella punta più meridionale del continen-
te, dove beneficia delle correnti fresche dell’ocea-
no che mitigano le lunghe insolazioni, ed è basata
principalmente sui vitigni a bacca bianca, su tutti lo
Chenin Blanc (chiamato localmente Steen), il Co-
lombard, lo Chardonnay e il Sauvignon Blanc, a cui
si uniscono quelli bacca nera, tra cui gli internazio-
nali Cabernet Franc, Merlot e soprattutto l’autoc-
tono Pinotage, vitigno creatosi ad inizi del secolo
scorso dall’incrocio tra Cinsault e Pinot Noir.
Il racconto di questo territorio è stato curato da
uno straordinario Cristiano Cini, che si è perfetta-
mente calato nell’atmosfera della serata, riuscendo
a trasmettere alla folta platea tutta la storia, la cul-
tura e la tradizione di questa grande nazione. Ma
ciò che è emerso dal racconto, oltre alla prevedibili
difficoltà legate ad un clima spesso estremo, è stato
l’incredibile impegno verso l’ambiente ed il socia-
le, messo in atto in particolare da una delle più im-
portanti cantine di Stellenbosch, che ha optato per
una coltivazione della terra mirata a creare un eco-
sistema diversificato ed equilibrato, con un mini-
mo impatto sull’ambiente, con l’obiettivo di rige-
nerare la fertilità dei suoli tramite il recupero del-
le acque piovane e l’utilizzo di compost organici.
La degustazione è stata incentrata su 7 etichette
rappresentative del territorio, tra cui un sorpren-
dente Mèthod Cape Classique, ottenuto da uve
chardonnay e pinot nero, che ha coniugato profumi
freschi ed intriganti ad un perlage fine e persisten-
te, e uno chenin blanc in purezza, rivelatosi molto
verticale e dotato di un’ottima vena acida. La
line up
è proseguita con uno chenin blanc in blend con al-
tre uve e con la batteria di vini rossi, dove interes-
santissimo è stato il parallelo tra i due Pinotage vi-
nificati in purezza, uno perfettamente rispecchian-
te il territorio e il suo essere autoctono, l’altro molto
più orientato ad uno stile internazionale, con buon
uso del legno, che strizza l’occhio ai mercati inter-
nazionali; la chiusura è stata riservata al vino pas-
sito prodotto con il Moscato d’Alessandria, prodot-
to in una bottiglia dalla forma particolare, che ha
ricondotto i partecipanti a dove tutto è nato, in un
tripudio di zucchero e alcol, sorretto da una buona
freschezza che ne ha accompagnato la beva.
Una serata particolare, svoltasi nella splendida cor-
nice dell’Hotel Federico II di Jesi, che ha conferma-
to le potenzialità di questa nazione, dove i vini rie-
scono a fondere le tradizioni Europee con il gusto
del nuovo mondo.
Luca Giaccaglia
Delegato AIS Jesi e Castelli
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