Sommeliers Magazine Marche n. 22 - page 29

nevole. In un certo modo Freud non si collega a questa ilo-
soia quando sostiene che i processi psichici non sono razio-
nali ma inconsci?
La ilosoia greca, soprattutto quella platonica-socratica, la ri-
troviamo in tutta la storia della ilosoia ma anche nella reli-
gione cattolica secondo la quale il “logos infonde in ogni uo-
mo il seme della verità”. Il “logos” a sua volta crea “dia-logos” e
quindi comunicazione e interdisciplinarietà propria del prin-
cipio olistico. Alla ine, però, sorge un’altra domanda: oggi,
quanti cercano la verità?
Prima di concludere, è bene ricordare che la relazione tra vi-
no e ilosoia ha raggiunto nella cultura della Grecia antica e
della Magna Grecia il più alto grado di sviluppo di tutta la sto-
ria della ilosoia. L’espansione dei greci nell’Italia meridionale,
specie lungo le coste, è avvenuta attraverso le loro colonie già
nell’VIII sec a.C., prima in Puglia, Campania, Calabria, Basi-
licata e Sicilia; in seguito, anche in alcune aree del centro Italia
arrivando ino ad Ancona il cui nome deriva dal greco “ankon”
che signiica gomito per la forma del suo porto. Ancona è chia-
mata tuttora “città dorica” in onore della sua discendenza pro-
venite dai greci di Siracusa, esuli dalla tirannide di Dionisio,
che la fondarono nel 387 a.C. la Magna Grecia ha avuto una
grandissima importanza nella storia dell’incivilimento umano
per aver esercitato una profonda inluenza culturale (ilosoi-
ca, letteraria, artistica, architettonica, agraria, ecc) sulle popo-
lazioni italiche e soprattutto su Roma. Con la Magna Grecia,
inoltre, l’Italia conosce nuovi vitigni, loro forme di allevamen-
to e metodi di viniicazione che non aveva mai conosciuto pri-
ma. I greci, per questo chiamarono l’Italia meridionale “Eno-
tria”, cioè patria del vino che in seguito i romani chiamarono
Magna Grecia. Tra i vitigni più importanti messi a dimora nel-
la Magna Grecia provenienti dalla Nazione madre possiamo
annoverare il Grecanico dorato, difuso soprattutto in Sicilia, il
Grechetto, difuso in Sicilia e nel maceratese (forse portato nel-
le Marche dai siracusani quando fondarono Ancona), il Greco
difuso nell’Italia meridionale ma anche nell’Italia centrale, il
Grechetto rosso, il Greco nero, nonché la Malvasia difusa an-
che nelle Marche, il Moscato e lo Zibibbo.
Per quanto riguarda le Marche il vitigno Maceratino, che si
trova quasi esclusivamente nella provincia
di Macerata e in una piccola area dell’an-
conetano, le cui uve formano la base
fondamentale del vino Colli Macera-
tesi Bianco DOC, sembra derivi dal
Greco. Infatti, questo vitigno, non
a caso, è stato chiamato anche
Greco Maceratese dal Prof. Sal-
vatore Santini nell’”Ampelo-
graia del Circondario di Ma-
cerata” edita nel 1877.
La relazione tra la colonia gre-
ca della Sicilia e le Marche la tro-
viamo anche nella Malvasia e il
Grechetto, vitigni difusi in que-
ste due regioni. Quindi, il tribu-
to che l’Italia deve all’ antica Gre-
cia e alla Magna Grecia è legato
a molti fattori ma soprattutto al-
la cultura dell’Oinosoia ma
anche alla coltura della
vite attraverso la mes-
sa a dimora di impor-
tanti nuovi vitigni che
sono tuttora tra i più
caratteristici dell’Italia
centro- meridionale.
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