Sommeliers Magazine Marche n. 34 - page 23

Stellenbosch ospita anche il Festival Internazionale
del Vino Sudafricano organizzato ogni anno verso
la fine di giugno con degustazioni enologiche e ga-
stronomiche, oltre che essere sede dell’organismo
nazionale Nietvoorbij Enological Institute, impe-
gnato nelle ricerche e sperimentazioni agricole fi-
nalizzate alla produzione integrata e allo sviluppo
di tecnologie sostenibili, nonché al miglioramento
della sicurezza alimentare.
Appena alle porte di Stellenbosch, in direzione sud-
ovest, è ubicata la tipica costruzione boera risalente
al lontano 1705, cuore pulsante della grande tenuta
Neethlingshof Estate acquisita nel 1788 dalla fami-
glia Marais. Nella selezione dei prodotti brilla so-
prattutto il Gewürztraminer della PremiumWhite
Wine Collection, fra i rossi lo Shiraz, ma anche il
Malbec e il Pinotage della Premium Red Collec-
tion, mentre le quattro riserve della Short Story
Collection raccontano, tramite l’utilizzo della no-
menclatura storica degli accadimenti del passato, il
vissuto dell’azienda ereditata dalla giovane e tenace
Maria Magdalena Marais, rimasta vedova di Char-
les Marais. I loro cinque figli e la stessa Maria ven-
gono rappresentati idealmente dal Six Flowers, un
blend di sei estratti bianchi a base di 30% di Che-
nin Blanc, 30% di Chardonnay, 20% di Sauvignon
Blanc, 1% di Viognier, 5% di Gewürztraminer e 5%
di Weisser Riesling maturati individualmente per
sei mesi in barili francesi nuovi dalla capacità di
300 litri e assemblati successivamente.
La rinnovata vendemmia tardiva, Maria - Noble
Late Harvest, porta direttamente il nome dell’o-
perosa vedova che è riuscita nell’intento di mante-
nere e implementare una grande impresa agricola
con cinque figli al seguito. Le uve raccolte a mano
del profumato passito, composto per tre quarti dal
Weisser Riesling e per un quarto dal Sauvignon
Blanc, provengono dalle colline sopra False Bay
dove l’umidità autunnale facilita lo sviluppo della
muffa nobile. Le bacche di Pinotage del The Owl
Post raccolte a metà febbraio, che cercano nutri-
mento tramite il portainnesto Richter 110 nelle ari-
de e profonde terre rosse rivolte verso nord-ovest,
vengono trattate secondo i criteri della produzione
integrata garantendo un vino sano e pulito.
La fermentazione viene avviata nei serbatoi di ac-
ciaio inox e terminata, dopo un accurato trasferi-
mento, nelle piccole botti di rovere ungherese che
accolgono 300 litri di liquido in tensione per poi
compiere negli stessi vasi vinari la trasformazione
degli acidi malici in quelli lattici più dolci.
Prima di poter rendere edotto il palato della piace-
vole ricchezza di aromi vellutati dall’accenno vani-
gliato impresso dal legno, occorre attendere almeno
quindici mesi. Il vigile uccello predatore riprodotto
nell’etichetta vuol significare l’attenzione profusa
in tutte le fasi del ciclo della produzione integrata.
Caracal, già Laurentius, è il fiore all’occhiello della
Neethlingshof Wine Estate; la rinomata cuvée fu
ribattezzata per rendere omaggio al ripopolamen-
to del rooikat, il bellissimo felino dalla livrea rossa,
sulle colline granitiche attorno ai vigneti.
Il blend, dal nome mutuato dal latino e indicante
la lince del deserto dalle orecchie nere, è composto
di Cabernet Sauvignon per 46 % proveniente da un
impianto del 1987, di una parte di Merlot e di al-
trettanto Malbec, completato con il restante 14 %
di Cabernet Franc, anch’esso sottratto alle piante
poco meno che trentennali. Ciascuno di essi con-
dotti a spalliera con una resa di cinque tonnellate
per ettaro, da poter esaltare la qualità dei frutti che
regalano un vino corposo, dal profumo di ribes
nero e prugna, supportato dalle venature di cedro
e vaniglia, risultato della combinazione di nobili
legni francesi più e meno nuovi con una incidenza
del 10% del rovere americano per un periodo di 16
mesi. Il capolavoro imbottigliato, che oltrepassa i
14 gradi volumici, si sposa alla perfezione con pie-
tanze a base di selvaggina nobile.
Entro i confini del distretto di Paarl, un tempo cen-
tro strategico del settore viticolo sudafricano domi-
nato dall’organo di controllo più grande del mon-
do fondato agli inizi del ventesimo secolo, l’allora
incontrastato K.W.V. (Ko-operatieve Wijnbouwers
Verenigingvan Zuid Afrika), sono racchiuse due
minuscole particelle di terreni coltivati a vite, detti
ward. A nord, nord-est della città di Paarl, che ospi-
ta anche la famosa asta delle cuvée speciali di Ne-
derburg, è collocato il ward di Wellington, mentre
a sud, sud-est, appena accarezzato dal fiume Ber-
grivier che percorre longitudinalmente l’intero di-
stretto di Paarl è situato il più acclamato cru Fran-
schhoek. Il pittoresco quartiere francese contornato
dai picchi delle montagne è noto per la qualità co-
stante dei suoi vini soprattutto dalle bacche di Shi-
raz e per gli spumanti Metodo Classico come il plu-
ripremiato Boschendal Grande Cuvée Brut Vintage
del magnifico possedimento Boschendal Estate.
La storica azienda, risalente al 1685, allora “Bos-
sendaal” appartenente all’ugonotto Jean le Long,
completa di un maniero splendidamente restaurato
e dichiarato monumento nazionale, si contraddi-
stingue anche per l’utilizzo delle sinuose bottiglie
dai lineamenti vintage della collezione “The 1685
Series”. Oltre alla consolidata e benamata strada
del vino Franschhoek Wine Valley Food and Wine
Route che tocca 48 aziende, spesso con ristorante
annesso, gli amanti delle splendenti bollicine gene-
rate dall’opera dei lieviti imprigionati in bottiglia,
possono percorrere la novella Franschhoek Cap
Classique Route, alla ricerca del miglior spumante
tradizionale tentando di individuare gli accenti dei
terroir del ricchissimo suolo sudafricano.
Vigneti della Klein Constantia
(foto a lato)
La storica cantina K.W.V. nel
distretto di Paarl (foto a lato)
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