Sommeliers Marche Magazine 55 - page 20

Con quali uve si ottiene la DOC Matelica? Proprio
questa potrebbe essere una classica domanda di
esame per i futuri Sommelier AIS d’Italia. Eh sì,
perché mentre il Verdicchio è ormai un marchio
con il suo peso, che ha saputo guadagnarsi la sua
fama negli anni e a suon di vini ben fatti, il terri-
torio della DOC di Matelica è purtroppo ad oggi
poco noto a molti. Di conseguenza la decisione di
passare da “Verdicchio di Matelica DOC” a “Mate-
lica DOC”, presa all’unanimità dai soci del consor-
zio della denominazione Verdicchio di Matelica, si
fa ancora più temeraria e sfidante.
L’iter che porterà la piccola DOC marchigiana a
puntare sempre più sulla territorialità è stato av-
viato e il tempo delle domande e dei dubbi è ormai
concluso. La volontà dei produttori è stata forte
della consapevolezza di un territorio unico e irri-
petibile, forte di una qualità che ha portato questo
vino a primeggiare nelle carte dell’alta ristorazio-
ne; infatti, secondo un’indagine Nomisma – Wine
Monitor, l’autoctono marchigiano detiene una
rappresentanza dell’83% nelle carte dell’alta risto-
razione, con una media di circa 6 etichette. E così,
mentre uno dei più prestigiosi quotidiani mondia-
li, ovvero il New York Times, ha celebrato il Ver-
dicchio di Matelica definendolo “probabilmente il
più grande vitigno autoctono bianco italiano” e
mentre in Nuova Zelanda si imbotti-
glia per la prima volta il verdicchio, i
produttori del matelicese, confidenti
nella vocazione vitivinicola del loro
territorio, decidono di andare con-
tro corrente e di anteporre il terri-
torio al vitigno. Non più il nome
del vitigno a sorreggere l’imma-
gine, ma il territorio a garanzia
di qualità, la parola Verdicchio
sarà facoltativa e a discrezione
di ogni singolo produttore.
Comunicare un territorio, anteporlo ad un vitigno
ormai blasonato, non rincorrere il lato commercia-
le, lasciare da parte il marketing, puntare tutto sul
genius loci, ambire ad un traguardo che certifica lo
stretto legame di questo vitigno con una valle dalle
caratteristiche uniche e irripetibili.
Vi sono testimonianze storiche che danno eviden-
za che la vite in questa valle veniva coltivata sin dal
periodo dei Piceni, mentre il nome Verdicchio as-
sociato a comparve per la prima volta nel 1579 in
un contratto notarile redatto a Matelica dal notaio
Niccolò Attucci; anche la storia contemporanea
suggella il Verdicchio di Matelica come la prima
DOC marchigiana, la quattordicesima d’Italia, lo
stesso anno della DOC Brunello di Montalcino.
Una piccola realtà di 270 ettari che si snoda tra
8 comuni (Matelica, Esanatoglia, Gagliole, Ca-
stelraimondo, Camerino, Pioraco in provincia di
Macerata; Fabriano e Cerreto d’Esi in provincia di
Ancona), per una storia che parte da lontano e che
vuol porre la basi solide di un presente sempre più
O MATELICA?
VERDICCHIO DI MATELICA...
Simone Schiaroli
Sommelier
Zona di produzione del
Verdicchio di Matelica
Le vigne intorno a Matelica
URBINO
PESARO
Matelica
Fabriano
ANCONA
Jesi
MACERATA
FERMO
ASCOLI
PICENO
La piazza centrale di Matelica
20
1...,10,11,12,13,14,15,16,17,18,19 21,22,23,24,25,26,27,28,29,30,...40
Powered by FlippingBook