Sommeliers Marche Magazine 55 - page 22

Lucia Pintore
Il Taurasi è uno tra i più grandi vini d’Italia, relegarlo ad
essere solo il più importante vino del sud, come spesso si
legge, trovo sia decisamente riduttivo. Siamo in Irpinia,
un distretto storico-geografico dell’Italia meridionale
corrispondente più o meno al territorio dell’attuale pro-
vincia di Avellino, nella terra degli Hirpini, tribù di stir-
pe sannitica e di lingua osca stanziata lungo l’Appenni-
no campano in epoca pre-romana. L’Irpinia gode di un
clima caratterizzato, per via della dorsale appenninica,
da piogge abbondanti, forti escursioni termiche, inver-
ni rigidi e nevosi ed estati miti con temperature medie
mai eccessive. Il paesaggio della verde Irpinia è ricco di
boschi, laghi, montagne ricoperte spesso di castagni,
noccioli, faggi e querce secolari.
Taurasi è un borgo vitivinicolo situato sulla destra della
media valle del fiume Calore Irpino, a 380 m d’altezza,
su di uno sperone che domina dall’alto l’intero fondo-
valle, in prossimità del punto in cui il fiume è attraver-
sato dalla strada statale delle Puglie. Numerosi ritrova-
menti archeologici attestano che questo territorio era
abitato già nel neolitico. Il nome di chiara origine osco-
sabellica fa riferimento al toro, mitico animale condot-
tiero della tribù dei “Taurasini” della stirpe dei sanniti
che, giunti dal Nord, andarono ad occupare una vasta
zona tra le odierne province di Avellino e Benevento, dai
quali prese il nome di “Ager Taurasinus” (Campi Taura-
sini) portando alla nascita della città-Stato di Taurasia.
Alcune date del ‘900 saranno decisive per la gloria del
Taurasi e il suo grande valore organolettico. Nel 1928
tutta l’Europa era sconvolta dalla distruzione causa-
ta dalla fillossera nei distretti più rappresentativi dei
vigneti francesi e del nord Italia mentre risparmiò la
Campania non trovando le condizioni per insediarvi-
si. Il vino di Taurasi, utilizzando un treno a vapore in
funzione dai primi del ‘900, partì in soccorso di que-
sti distretti vinicoli con una tale frequenza che prese
il nome di “treno del vino”. La fillossera si farà sentire
nel Sud Italia alle porte degli anni ’50 coinvolgendo an-
che la zona del Taurasi che poi ricostruirà gli impianti
danneggiati e nel dopoguerra riprenderà la produzione
del vino di qualità con le uve Aglianico. Il 1968 sarà ri-
cordato per la straordinaria produzione di Taurasi della
Famiglia Mastroberardino di Atripalda, che per prima
contribuì a far conoscere il nome del vino di Taurasi
nel mondo e a farlo considerare alla pari dei nobili e più
blasonati vini europei, onorandolo di una veste propria.
Nel 1970 Taurasi ottenne il riconoscimento della DOC e
poi nel 1993 della DOCG. La denominazione è riservata
ai vini rossi ottenuti dal vitigno Aglianico, possono con-
correre altri vitigni a bacca nera, non aromatici, idonei
alla coltivazione per la provincia di Avellino, fino a un
massimo del 15% (così recita il suo disciplinare) mi sen-
to di affermare che nessuno dei vitigni presenti nell’area
è in grado di apportare qualcosa di utile, essendo tutti
piuttosto modesti e neutri.
Il vitigno Aglianico è di probabile origine Greca, pre-
sente in Italia dal VII-VI secolo a.C.. È un vitigno poco
vigoroso, soffre di moderata acinellatura verde del grap-
polo, ben resiste all’oidio, è sensibile alla peronospora e
ai marciumi, è caratterizzato da germogliamento e fio-
ritura precoci mentre l’invaiatura e la sua maturazione
sono tardive.
DALLA CAMPANIA VERSO IL MONDO
T URASI
S
ua
M
aestà
IL
Vigne nel Comune di
Taurasi, provinncia di
Avellino, Campania
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