“Maestà, sono felice che trecento anni fa, furono i
Suoi e non i miei antenati ad accettare il trono della
Russia; come risultato, oggi, io sono un uomo libe-
ro.”
– si rivolse scherzosamente allo zar il principe
Lev Sergeevič Golitsyn, discendente di una casa-
ta principesca tra le più titolate dell’impero russo
nonché uno degli autorevoli padri fondatori della
moderna enologia esteuropea, durante una pas-
seggiata nei giardini della dimora estiva di Stato a
Livadija, in Crimea, per testare se fosse giunto il
momento di domandare personalmente un collo-
quio all’imperatore.
Tornati nella capitale dell’Impero, l’aristocratico,
abituato ai toni giocosi, entrando nella sala delle
udienze pronunciò un discorso tra il serio e il face-
to:
“Maestà, visto che sono ormai vecchio e sapendo
che la mia morte è vicina, ho messo le cose in ordine
ma ci sarebbe un figlio illegittimo che vorrei lasciare
a Sua Altezza. Adottatelo Maestà!”
L’imperatore lo guardò con grande stupore e gli
chiese se si rendesse conto delle parole appena
pronunciate.
“Certo Maestà, quel figlio illegittimo
è la mia proprietà di Novyj Svet con le cantine an-
nesse. Lei, Sire, è l’unico al quale, al mio trapasso,
potrei lasciare l’adorato figlio. Adottatelo Maestà.”
Il principe, poi, mettendo da parte il solito piglio
celiante, chiese allo zar di accettare in dono la te-
nuta in Crimea con le sue grotte, gli immensi de-
positi di vini pregiati e la biblioteca vinaria, vera e
propria istituzione culturale del tempo.
Venuto il giorno per prendere possesso della dona-
zione in Crimea, in una deliziosa giornata primave-
rile dove la bruma cinse i pinnacoli in lontananza
e il disco del sole comparve dal mare squarciando
le cimmerie tenebre, apparì il paesaggio promes-
so circonfuso di luce come in un dipinto di Ajva-
zovskij, il talentuoso artista del luogo noto per le
tele a sfondo marinaro.
DALLA RIVOLUZIONE INDUSTRIALE
ALL’EVOLUZIONE TECNOLOGICA
Eva Kottrova
Sommelier
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