Sommeliers Marche Magazine 62 - page 14

Benedetta Luciani
Sommelier
Frutteti e vigneti sommersi dal fango, trascinati a
valle dalla furia dell’acqua. Filari divelti da frane e
smottamenti. Dell’alluvione che nel maggio scorso
mise in ginocchio l’Emilia Romagna, salendo ver-
so Predappio Alta, qualche traccia è rimasta.
A Predappio l’aria è impregnata ancora del ricordo
di lui, il Duce, ed è stato difficile immaginare che
ci sarebbe potuto essere spazio per un turismo di-
verso da quello “nostalgico”. Spazio invece c’è, ba-
sta spogliarsi dei pregiudizi per trovarlo.
Predappio, la culla del Sangiovese, non diede i na-
tali solo al capo del Fascismo. Qui nacque anche
Adone Zoli, l’antifascista “ante-marcia”, Presiden-
te del Consiglio tra il 1957 e il 1958. A pochi pas-
si dalla tomba di Mussolini c’è la sua, sia pure con
qualche visitatore in meno.
Un cognome, Zoli, che si intreccia con la tradizio-
ne enologica di Predappio che ha fatto del Sangio-
vese il suo fiore all’occhiello. Il grappolo compare
nello stemma araldico del Comune. Uva e foglie di
vite si scorgono anche nella struttura della fontana
centrale di Predappio Alta.
Ma è sotto la piazza che è custodita la vera chicca:
le antiche cantine della famiglia Zoli. Risalgono
al Quattrocento, sono costruite su tre piani so-
vrastanti. Il piano superiore, zona di selezione
delle uve e pigiatura, oggi è la sala da pranzo
della
Vecia Cantena d’la Pre’
gestita da Bar-
bara e Riccardo, moglie e marito che hanno
proseguito l’attività della storica
Ca’ de San-
zves
iniziata nel 1976. Nei due piani sotto-
stanti invece, ai quali si accede scenden-
do attraverso una botola, è oggi allestito
un museo della viticoltura con tini, bot-
ti, antichi strumenti e bottiglie di anna-
te storiche. Un atto notarile del 1672 ri-
trovato nell’archivio di Stato di Faenza
è il primo documento conosciuto do-
ve si legge il nome “Sangiovese”. Una
signora cedeva in affitto una vigna
al parroco di Pagnano, tre filari di
Sangiovese per la precisione.
Dal 2022 il Consorzio Vini di Romagna ha lancia-
to un nuovo marchio collettivo europeo,
Rocche
di Romagna
, che identifica i Romagna Sangiove-
se prodotti nelle 16 sottozone. Predappio è una di
queste. Un Sangiovese generalmente longevo, vi-
goroso, dal temperamento tannico. Ma la sottozo-
na può essere divisa in sei ulteriori zone differenti:
«La prima, a nord, ha suoli che spaziano dalle argil-
le tenaci alle sabbie plioceniche e un vino che mo-
stra un profilo muscolare, fatto di volume tannico
e grinta alcolica in gioventù, in grado di esprime-
re profumi terziari di notevole distinzione. La se-
conda, a nord est, si alza fino a 230 m slm con ter-
reni argillo-calcarei segnati da intrusioni arenacee:
produce vini meno austeri, più avvolgenti al gu-
sto e più intensi nel frutto. La terza, verso ovest, ha
suoli argillosi e compatti, colline morbide, e dà vi-
ni che esibiscono calore, ruvidezza tannica e un to-
no amarognolo marcato. Nella quarta, a sud ovest,
i terreni assumono una matrice marnoso-gessosa e
il Sangiovese un carattere minerale singolare e una
struttura solida, pastosa. Infine, la striscia di vigne-
ti coltivata lungo la valle del Bidente e la frazione di
Strada San Zeno dove le quote arrivano ai 400 m
slm e il suolo ha una forte presenza di arenaria: qui
il Sangiovese si fa apprezzare per un frutto tenero e
succoso, screziato da leggere sensazioni vegetali, e
per un gusto agile ed elegante» spiega Luca Urbini,
tecnico presso il Consorzio Vini di Romagna.
Il terreno di Predappio, solcato dai calanchi, è
ricchissimo di minerali sulfurei. C’è una vigna
di Sangiovese sulle colline di Predappio Alta che
si trova proprio ai piedi di una cava di zolfo di-
smessa. È la vigna di Cristiano, titolare della pic-
cola azienda vitivinicola SaDiVino. L’acqua sul-
furea che attraversa il vigneto condiziona chiara-
mente i profumi del vino. Un vino che attrae anche
per la sua etichetta naif, frutto della collaborazio-
ne con il pittore Franco Gianelli, in arte “Grota”. I
suoi quadri vedono spesso ritratti i luoghi e gli abi-
tanti della sua Predappio Alta. Per i 50 anni di car-
riera dell’artista locale all’oratorio di Santa Rosa è
stata allestita una mostra, occasione per conoscere
e ammirare anche due capolavori, poco conosciu-
ti, lì conservati: “La Madonna del Libro”, dipinto
TRA VIGNETI, CANTINE, PAESAGGI E PERSONAGGI
TOUR IN ROMAGNA
Torre civica
di Bertinoro
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