Zuppa di roveja,
pomodoro, aglio e cipolla
Manuela Titta
Sommelier
Le Marche sono un concentrato di posti bellissimi,
ma anche virtuosi perché negli ultimi anni questa
regione è diventata sinonimo di due concetti di cui
si parla molto, sapientemente trasformati in realtà
proprio in questi luoghi. Biodiversità e sostenibilità
sono termini sulla bocca di tutti, il cui significato ha
trovato, è proprio il caso di dirlo, terreno fertile nei
panorami marchigiani: dalle coste, alle colline, ai
promontori, fino alle cime innevate, nel susseguirsi
delle sfaccettature e delle risorse che questa regione
offre. La varietà delle forme viventi sul nostro pia-
neta e la loro interazione caratterizzano l’ecosiste-
ma, la cui complessità si rivela estremamente fragile
per l’esposizione a svariate minacce che rischiano di
comprometterne definitivamente gli equilibri. Biso-
gna pensare all’ambiente, e alle specie che lo popo-
lano, come un sistema costituito da tantissimi ele-
menti, a partire dall’acqua, risorsa chiave per il
concetto di sostenibilità.
La Regione Marche ha saputo coniugare le bel-
lezze naturalistiche con la cura del territorio,
che si presenta in maniera diversificata e offre
una grande ricchezza, non solo in termini di bio-
diversità, ma anche nell’espressione di un’identi-
tà che cambia a seconda della zona che visitiamo.
La vista del paesaggio stesso ci indica la specificità
dell’area che racchiude non solo quanto c’è di più
prezioso in natura, ma racconta quel legame pro-
fondo che si è stabilito tra risorse ambientali e vissu-
to dell’uomo, interprete privilegiato di un patrimo-
nio che viene difeso e promosso come merita.
Gli agricoltori custodi delleMarche sono tutti coloro
che hanno guidato una piccola grande rivoluzione
e stanno mettendo insieme un lavoro straordinario.
Partendo dalle peculiarità del territorio, dalla sua
storia e dalla sua tradizione, si è andati alla ricerca e
al recupero di tutte quelle varietà vegetali che erano
state compromesse dal passare del tempo e dalle tra-
sformazioni che il sistema aveva imposto. Con la cu-
ra e l’amore, è stato riportato in auge un patrimonio
autoctono che stava scomparendo: tutti noi abbia-
mo rischiato di perdere un passato prezioso a causa
dell’abbandono. Incontrare e dialogare con un agri-
coltore custode che parla del suo lavoro di recupero
significa perdersi in un racconto fatto di memoria,
che dipinge i contorni di un paesaggio disegnato dai
suoi elementi originari, un piccolo microcosmo per-
fettamente bilanciato. Questo racconto narra di co-
me siano state rimesse a posto le cose: un vaso che si
stava rompendo è stato recuperato dalle mani amo-
revoli di persone che hanno creduto in un ambizioso
progetto di valorizzazione agronomica.
Legumi &Co.
della tradizione
GUSTO E SALUTE SULLE NOSTRE TAVOLE
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