MOLTI DI PIÙ DI QUANTO SI PENSI
ALEATICO D’ITALIA
Pergola (PU)
Raffaele Papi
Vice Presidente AIS Marche
In occasione della 51° edizione della Festa del Vino
di Pergola, che da sempre celebra la vernaccia ros-
sa, AIS Marche ha creato un evento chiamato “Ale-
atico d’Italia”, realizzato insieme ai colleghi di Pu-
glia, Lazio e Toscana. La tavola rotonda è stata de-
dicata “agli aleatici”, uniti dai profili organolettici,
ma profondamente diversi tra loro grazie al
Genius
Loci
, o
Terroir
per dirlo alla francese.
L’Aleatico ha molti sinonimi nel mondo e molte re-
altà a denominazione in Italia: DOCG Elba Alea-
tico Passito o Aleatico Passito dell’Elba, DOC Ale-
atico di Gradoli, Aleatico di Puglia, Colli Torto-
nesi, Gioia del Colle, Pergola, Rosso Orvietano o
Orvietano Rosso, Salice Salentino, Sovana, Terra
d’Otranto, Val di Cornia IGT Allerona, Alta Val-
le della Greve, Barbagia, Basilicata, Benevento o
Beneventano, Bettona, Campania, Cannara, Ci-
vitella d’Agliano, Colli Cimini, Colli del Limbara,
Colli di Salerno, Costa Toscana, Daunia, Dugenta,
Epomeo, Frusinate o del Frusinate, Isola dei Nura-
ghi, Lazio, Marche, Marmilla, Montecastelli, Mur-
gia, Narni, Nurra, Ogliastra, Paestum, Parteolla,
Planargia, Pompeiano, Provincia di Nuoro, Pugli,
Roccamonfina, Romangia, Salento, Sibiola, Spello,
Tarantino, Terre del Volturno, Tharros, Toscano
o Toscana, Trexenta, Umbria, Val di Magra, Valle
d’Itria, Valle del Tirso, Valli di Porto Pino.
La grande difficoltà di coltivazione e produzione di
questo vitigno ha portato negli anni ad una dimi-
nuzione delle superfici di coltivazione, a discapito
di altri vitigni più costanti e produttivi. L’Aleatico
in Italia ha 12 cloni registrati, di cui 4 sono marchi-
giani e più precisamente della vallata del Cesano.
L’
Aleatico di Pergola
ha una peculiarità all’inter-
no del panorama degli aleatici Italiani: è un vino
secco. Un calice di questo vino racconta mol-
to bene come i vitigni si adattino fortemente
al territorio e all’idea dell’uomo. L’Aleatico ar-
rivò a Pergola intorno al 1200, quando la città
fu fondata dagli Eugubini. Nello stemma del
Comune di Pergola c’è la vite con 4 grappoli,
da cui è possibile capire l’importanza di questa
tipologia di uva, da sempre chiamata vernaccia
rossa. Quando fu realizzata la denominazione d’or-
dine nel 2005 furono svolti degli studi per la ricerca
del DNA, i quali mostrarono che quell’uva chiama-
ta vernaccia rossa era un biotipo di Aleatico.
L’Aleatico si trova in molte zone d’Italia, come pos-
siamo vedere dalle denominazioni che hanno parte-
cipato alla manifestazione Aleatico d’Italia: Gradoli
(Lazio), Isola d’Elba (Toscana) e Puglia. Nelle zone
citate il vino prodotto da uve Aleatico è dolce, men-
tre nella vallata del Cesano è da sempre un vino sec-
co, le cui caratteristiche principali sono l’immedia-
tezza del profumo, la spalla alcolica, la freschezza,
un tannino setoso, e lo si può considerare aromati-
co. Una volta assaggiato un calice di Aleatico di Per-
gola, riesci a riconoscerlo tra mille altri vini rossi.
La degustazione degli Aleatici d’Italia svolta a Pergo-
la, ha dimostrato tra i vari prodotti una certa simili-
tudine nei profumi legata ai fiori, alla spezia, nell’as-
saggio, superando la presenza di zucchero, l’impor-
tanza dell’acidità e la delicatezza del tannino.
Anche se provenienti da zone completamente di-
verse e da lavorazioni molto lontane l’una dall’al-
tra. Il valore di questo vitigno è stato dimostra-
to dalla soddisfazione dei partecipanti, ma anche
dall’ aver realizzato un incontro delle più impor-
tanti espressioni di questo straordinario vitigno.
L’
Aleatico in Puglia
fonda le sue radici in epo-
ca antica tanto quanto la storia delle prime viti e
le prime produzioni di vino. In questa regione ha
per secoli rappresentato un punto di forza nonché
un vitigno di larga diffusione. Prodotto nella sua
essenza, ma principalmente nella versione dolce
nei primi secoli, tanto da essere annoverato nella
DOC Puglia. La tradizione popolare, prevedeva la
presenza di alcuni filari di Aleatico tra le altre va-
rietà territoriali, quali il Primitivo e il Negroama-
ro. Le ragioni erano spesso legate al bisogno di in-
gentilire la forza tannica e la potenza di estratto in
questi ultimi. Le note varietali dell’Aleatico oltre
che la “dolcezza” dovuta ad una surmaturazione
o appassimenti su pianta, garantivano note di ele-
ganza e trasparenza maggiore alle basi dei vitigni
più austeri. Le rese ridotte dell’Aleatico e la sua fra-
gilità, non hanno mai reso il vitigno protagonista
L’evento AIS Marche
“Aleatico d’Italia”
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