...invece è quello di un vino. Sì, e oggi è il miglior
rappresentante dell’enologia bianca maceratese.
Qualcuno scherzando dice che il nome potrebbe
anche significare “bona due volte” e…mettiamola
come ci pare ma il vino che appartiene alla DOC
Colli Maceratesi sta dimostrando un protagoni-
smo da vero campione. La sua è un po’ come la
storia di una persona che ha sofferto l’infanzia:
affamato, maltrattato, bistrattato, male educato e
ignorato, poi... messo in collegio. Studiando, cre-
scendo e con tanta buona volontà, da grande si
butta nel mondo dell’impresa e cerca di diventare
qualcuno: qualcuno di importante.
Alla nascita, da vitigno, gli avevano appioppato un
nome un po’ strano e non molto elegante: “Mon-
tacchiese”. Altri lo chiamavano con il sopranome
diminutivo di maceratino, ma poi scoprì all’ana-
grafe di essere un greco, cugino del Trebbiano e del
Verdicchio: una bella genealogia, no!?
Svelata la sua vera identità di antica matrice me-
diterranea comincia a darsi da fare e, come molti
piccoli imprenditori, si butta nel mercato spalleg-
giando qua e la. Chi ha puntato e scommesso su di
lui non ha dubbi: non è ancora un capitano d’in-
dustria ma la strada che sta percorrendo potrebbe
essere prossima al traguardo. Ieri era un emerito
sconosciuto con le toppe nel sedere e oggi cerca di
frequentare i bei salotti in giacca e cravatta, sempre
attento alle occasioni e in attesa del grande balzo.
C’è però un problema da superare: il Ribona, per
via del disciplinare che gli permette di aggiun-
gere al 15% diversi altri vitigni ammessi, si perde
nell’oblio modaiolo dei super fruttati mascherando
spesso la sua vera personalità. Capace di superare
invecchiamenti di oltre dieci anni, il Ribona dimo-
stra grande energia e caratteristiche salienti da su-
per dotato. Lo si deve fare in purezza per dargli una
precisa identità e... assolutamente via la barrique:
non ha bisogno di aromi terziari.
Ne abbiamo avuto prova alla degustazione di lu-
glio al ristorante Mangia di Civitanova Marche
organizzata dal bravo Delegato maceratese Cesa-
re Lapadula, alla presenza anche dei produttori,
dove hanno sfilato 15 diverse etichette. Molto in-
teressante, per riprendere le passate tradizioni, il
ripasso sulle grane non più lungo di 12 giorni che
permette una maggiore estrazione degli aromi pri-
mari e concentrarne la sapidità. È auspicabile che
in futuro si giunga ad un Ribona Superiore e, vista
la sua longevità, anche al Riserva, magari sostenu-
ta da una preziosa DOCG. All’incontro di luglio,
sempre interessante la kermesse presentata dal su-
per esperto Palmiro Ciccarelli degli interessanti e
prestigiosi oli evo monovarietali marchigiani con
degustazione guidata dallo stesso.
Ora, oltre ad invitare i produttori a prendere vi-
sione di quanto sopra, come già esposto durante
l’incontro, si invitano le autorità competenti a ri-
vedere il disciplinare e a sostenere e promuovere di
più questa preziosità enologica che rappresenta al
meglio il territorio maceratese e che può inserirsi
nelle celebrità nazionali.
G.C.
RIBONA
SEMBRA IL NOME DI UNA DIVINITÀ DELL’OLIMPO...
I 15 Ribona presenti:
Le Grane Ribona ’15 (14%)
Az. Boccadigabbia
Civitanova Marche
Angera Ribona ’15 (12,5%)
Il Pollenza - Tolentino
Spum. Brut Ribona ’15 (11,5%)
Az. Saputi - Colmurano
Ribona ’15 (13%)
Az. Saputi - Colmurano
Ribona ’15 (12,5%)
Az. Degli Azzoni - Montefano
Spumante Ribona M.C. Dosaggio
Zero ’13 (12%)
Az. Fontezoppa - Civitanova M.
Ribona ’12 (13%)
Az. Fontezoppa - Civitanova M.
Monsfloris Ribona ’14 (12%)
Az. I Tre Filari - Recanati
Villa Casalis Ribona ’15 (12,5%)
Montecoriolano Casalis Douhet
Potenza Picena
Pausula Ribona ’15 (12,5%)
Cantina Sant’Isidoro
Colbuccaro di Corridonia
Agar Ribona ’15 (13%)
Cantina La Murola - Urbisaglia
Rebis Ribona ’15 (12,5%)
Cantina Santori - M. San Giusto
Murrano Ribona ’14 (13%)
Az. Capinera - Morrovalle
Le Piagge Ribona ’15 (13%)
Az. Fattoria Forano - Appignano
Monteferro Ribona ’14 (13,5%)
Az. Fattoria Forano - Appignano
Ribona ’15 (13,5%)
Az. Santa Cassella - Potenza P.
Marolino Ribona ’15 (12,5%)
Vini Montesanto - Potenza P.
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