Sommeliers Marche Magazine 57 - page 27

perpendicolari ai ripidi declivi; un paesaggio
dove l’uomo viticoltore si è fatto nel tempo
modellatore di formelle naturali, artista e
scultore de suo territorio creando un sistema di
allevamento unico, i Ciglioni: terrazza-
menti stretti, alti ed erbosi sostenuti
unicamente dall’apparato radicale
delle viti e della flora indigena che
vi convivono.
I suoli del Conegliano-Valdobbia-
dene hanno originemolto antica (epo-
ca terziaria), che risale al sollevamento
dei fondali marini e lacustri. Una parte
delle colline è stata rimodellata dai ghiacciai
delle Dolomiti, che hanno portato a valle vari
sedimenti, per cui i suoli che ne derivano sono pro-
fondi, costituiti da conglomerati calcarei di roccia e
sabbia; con molta argilla, marna calcarea con fossili
marini, silicati di alluminio e di ferro.
Queste colline hanno risposto ampiamente a quan-
to richiesto dai requisiti e criteri di valutazione per
essere riconosciute Patrimonio Mondiale dell’U-
nesco e specificatamente:
“Essere un esempio ecce-
zionale di un insediamento umano tradizionale
dell’uso del suolo, che sia rappresentativo di una
cultura della interazione umana con l’ambien-
te; specialmente quando è divenuto vulnerabile
all’impatto di cambiamenti irreversibili”
.
Per conoscere, capire, godere questo patrimonio
attraverso i profumi ed i sapori dei suoi vini, ele-
vati nel Superiore dalla presenza di sottili bollici-
ne occorre trascorrere qualche giornata in loco e
lasciarsi trasportare dal racconto dei produttori
“storici” circa la viticoltura “eroica”, le tecniche di
vinificazione in cantina, il processo di spuman-
tizzazione, le caratteristiche organolettiche di cia-
scun versante e di ogni singola “Riva”.
Ebbene sì; il territorio collinare è solcato da 43
“Rive”, che sono denominazioni comunali di vi-
gneti posti in terreni scoscesi, dove ogni operazio-
ne vitivinicola deve essere eseguita rigorosamente
a mano (e non potrebbe essere diversamente, viste
le pendenze) ed i cui vini sono prodotti esclusiva-
mente in versione spumante. Vigneti la cui lavo-
razione richiede 600/700 ore lavorative dell’uomo
all’anno per ettaro (contro le 50/60 ore dei vigneti
in pianura).
La maggior parte di questi saggi e storici produtto-
ri sono convinti della unicità della denominazione,
inscindibile dal suo straordinario territorio.
Circa l’elevazione al più alto livello organolettico e
di equilibrio dei vini ottenuti da queste uve, tutti
concordano sull’ indispensabilità di una sosta post
fermentativa del vino o post rifermentativa dello
spumante sui propri lieviti, al fine di “recuperare”
nel prodotto finale tutti i benefici delle “manno-
proteine”, ossia i preziosi amminoacidi contenuti
nei lieviti. Questi conferiscono oltre ad una eleva-
Vittorio
Veneto
Tarzo
Cison
Follina
Miane
Vidor
S. Pietro
di Feletto
Refrontolo
Pieve
di Soligo
Farra
di Soligo
Area Cartizze
Fiume Piave
Colle
Umberto
San
Vendemiano
Susegana
Conegliano
Valdobbiadene
Asolo Conegliano
Valdobbiadene
FRIULI
VENEZIA
GIULIA
VENETO
Venezia
Trieste
PROVINCIA DI TREVISO
CONEGLIANO
VALDOBBIADENE D.O.C.G.
PROSECCO D.O.C.
COLLI ASOLANI D.O.C.G.
Conegliano (TV)
Valdobbiadene (TV)
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